giovedì 20 gennaio 2022

Comportamento adeguato.


            Diario. 9 febbraio. Oggi ci siamo fermati diverse volte lungo la strada, una volta varcato il confine. Abbiamo riscontrato che il consumo dell’acqua dentro ad un camper come questo, risulta superiore a qualsiasi immaginazione. Dobbiamo per forza cercare di adoperarne di meno, anche se non è tanto facile. Comunque viaggiamo benissimo, e ci siamo lasciati alle spalle Lione già dopo l’ora di pranzo, puntando subito dopo verso Rennes, anche se il tratto sicuramente è troppo lungo per permetterci di coprirlo in un’unica tirata. Tanto più che non abbiamo scadenze, e ci possiamo tranquillamente fermare in qualsiasi momento. Ho avuto un piccolo bisticcio con Lina, niente di particolarmente importante, però, considerando l’importanza del risparmio di acqua, le ho solo fatto notare che il lavaggio delle stoviglie del pranzo si poteva evitare usando dei piatti di carta. Naturalmente lei non si è mostrata assolutamente d’accordo con questa soluzione, così ho subito lasciato perdere la discussione. Antonio e Renato però, mi sono subito sembrati in sintonia con la mia idea, e quindi sono sicura che l’argomento risulti soltanto sospeso in questo momento, ma non certo esaurito, e ci sarà tutto il tempo e anche la maniera per affrontarlo di nuovo. Mi sono subito morsa la lingua, quando ho capito che poteva nascerne una discussione. Già prima della partenza mi ero ripromessa di evitare qualsiasi attrito possibile. Non devo mai più caderci, ho pensato.

            È vero che per il momento abbiamo visto soltanto autostrada ed aree di sosta, però mi pare che stiamo entrando rapidamente proprio nell’atmosfera della vacanza che andiamo cercando, usando tra noi dei modi semplici ma informali, piuttosto diversi dalla ripetitiva normalità di quando stiamo a casa, evidenziando così ogni sostanziale differenza nei confronti delle nostre ordinarie abitudini. Io mi sforzo ogni tanto di parlare in lingua francese, in una maniera poco più che scolastica, ma spero questo sia sufficiente per ciò che mi serve. Ci sono delle cose pur minime che certe volte ti fanno sentire completamente sbagliata, oppure estranea ad un certo contesto, ed io non vorrei mai sentirmi così. C'è una sensazione poi, che a volte sono capace di avvertire con un certo dispiacere, come se  gli altri fossero in grado di sostenere, nello stesso momento in cui riescono a dimostrare la loro pur sottile differenza dai miei stessi modi di essere, che persiste in me la voglia profonda di adeguare ancora qualcosa della mia personalità, quasi che ci fossero in me degli elementi sbagliati, o di non conformi alle abitudini correnti. Ecco, questo è qualcosa di cui ho sempre sofferto, come se la mia mente mi portasse regolarmente verso delle direzioni diverse da tutti gli altri, e dovessi faticare maggiormente per avere un semplice risultato di normalità.

            Mi sono sempre aiutata dicendomi che tutte queste sono soltanto delle sciocchezze, ma ci sono stati anche dei lunghi periodi durante i quali sensazioni del genere mi hanno portato a soffrire parecchio. Da qualche tempo faccio forza sulle mie consapevolezze, dicendo a me stessa che devo essere convinta al massimo di quello che penso, e tentare di imporre, ogni volta che se ne presenti l’opportuna occasione, questa mia maniera soggettiva di percepire le cose. Lungo questo viaggio però, sono disposta a dimostrarmi il più possibile morbida, senza accampare caparbi convincimenti, anche se non ho certo intenzione di apparire senza una vera personalità, quasi come una che non possiede neppure delle idee troppo precise. Perciò lascio correre, almeno in apparenza, ma tengo le antenne ben sollevate, in modo da captare ad ogni minima vibrazione quale sia il miglior comportamento da tenere, disposta ben volentieri a sorvolare sulle cose minute, ma pronta assolutamente ad impuntarmi per certi fondamentali principi.

            <<Sandra>>, mi dice Antonio mentre si trova ancora in cabina di guida a fianco di Lina. <<Potremmo uscire dall’autostrada dalle parti di Angers, ed avvicinarsi alla Bretagna percorrendo strade minori, in maniera da scegliere qualche luogo dove fermarsi per la cena, e anche per la notte>>. Io faccio un cenno di assenso mentre proseguo a scrivere le mie note su questo quaderno, e così, visto che Renato si è ormai addormentato, decidiamo di fare in questa maniera. Abbiamo imbarcato quasi duecento litri di acqua nel serbatoio, l’ultima volta che ci siamo fermati per fare rifornimento di carburante. Per stasera e domani mattina non ci dovrebbero essere degli altri problemi, però appena potremo andare in un supermercato per fare gli acquisti di generi alimentari, metterò subito nel carrello una confezione di piatti di carta. Poi vedremo quale comportamento sarà il più adeguato da tenere nei confronti di questa soluzione.

 

            Bruno Magnolfi  

venerdì 14 gennaio 2022

Migliore maniera.


            Diario. 8 febbraio. Oggi finalmente siamo partiti. Abbiamo fatto il pieno di carburante, caricato tutti i bagagli ed anche gli oggetti che forse ci potranno servire nel camper, e poi anche una certa scorta di cose da mangiare. L’umore è molto alto, devo dire, e per riprova ci siamo lasciati andare persino ad intonare qualche canzone in coro, almeno al principio del viaggio, proprio per mostrare la carica che ci sentiamo tutti addosso per l’inizio di questa vacanza. Antonio, come già immaginavamo, si è messo subito alla guida, e la strada sotto alle ruote e dietro le nostre spalle, ha preso a correre svelta, come per lasciare lontano tutte le piccole preoccupazioni quotidiane di sempre, ed aprire rapidamente davanti a noi un nuovo scenario. Tra tutti e quattro, nessuno ha mai fatto una vacanza intera sopra ad un camper, ed averlo noleggiato adesso per ben due settimane, indica il fatto che siamo sicuri di divertirci e di riuscire a goderci appieno ogni giornata che abbiamo di fronte. Mi piace poter ricavare un angolo mio all'interno dell'abitacolo, un piccolo rifugio dove riuscire a sistemare, come sul piccolo scrittoio di un salotto, alcuni oggetti minori, nonostante siano per me molto importanti: questo stesso quaderno su cui sto scrivendo, un piccolo libro che ho iniziato a leggere da poco, gli occhiali da sole, e poi la mia semplice collana, ed anche un piccolo braccialetto di bigiotteria, almeno per riporli in un luogo sicuro quando li tolgo. Ai miei piedi poi si è subito sistemato anche Ettore, il mio dolce cucciolo affettuoso, che forse per ora non sta apprezzando troppo questo viaggio, però si è subito adattato alla nuova situazione.

            Naturalmente ci siamo già fermati nelle varie aree di sosta per svariate occasioni, e soprattutto per fare muovere un po' le zampe al nostro cane paziente, ma soprattutto perché abbiamo stabilito già dall'inizio, che siccome non c'è proprio nessuno che ci sta correndo dietro spingendoci a strafare, non c'è alcun bisogno per questo di battere delle tappe forzate. Negli autogrill fino adesso abbiamo trovato molta gente di fretta, nervosa, probabilmente carica di preoccupazioni ed impegnata in tante cose da fare, e noi quattro perciò ci siamo guardati ogni volta con un mezzo sorriso, consapevoli della grande tranquillità del nostro viaggiare di puro piacere. Infine siamo andati a fermarci in serata all’area camper di Morgex, prima della galleria del Monte Bianco, dove ci siamo sistemati adeguatamente per la cena, ricaricare di acqua e di energia elettrica il mezzo, e anche per trascorrere la notte, luogo in cui abbiamo scoperto la vista di alcune località molto belle, ai piedi delle montagne più alte delle Alpi, naturalmente piene di neve in questo periodo.

            Lina ha iniziato subito a sfornellare qualcosa di caldo per farci mangiare senza rimpiangere troppo le comodità di una abitazione in muratura, e mio marito le ha dato volentieri una mano in tutte quelle piccole cose di cui tenere conto sopra un mezzo del genere, mentre io naturalmente portavo Ettore in giro. Abbiamo deciso per questa gita di non approfittare mai dei tanti ristoranti che sicuramente troveremo lungo la strada: vogliamo sentirci indipendenti dalle facili comodità, ed affrontare così tutti gli inevitabili disagi, ma anche gioire di quelle piccole soddisfazioni che ci può riservare tutto questo periodo da trascorrere su di una casa viaggiante. Poi ci siamo lasciati andare a qualche risata e a qualche chiacchiera senza importanza, come per ritrovare la giusta serenità dopo tante ore di guida, prima di impegnarci a sistemare e mettere in ordine tutte le cose tirate fuori per la nostra prima cena fuori da casa. L’ora di andarcene tutti a dormire, naturalmente, è giunta poi piuttosto in fretta, specialmente per Antonio che si è impegnato in prima persona a guidare il camper per tutto il giorno, e così abbiamo sistemato i letti e tutto quanto l’occorrente per questa notte e per le prime attività della mattina seguente, finendo per coricarci già pieni sonno, una volta indossato l’abbigliamento adeguato e controllata più di una volta l’accensione giusta della nostra stufetta di bordo. Adesso scrivo le ultime cose prima di spengere la mia piccola luce elettrica. Sono molto contenta, devo proprio riconoscere: mi sento in pace con tutti e con tutto. Trovo elettrizzante avere davanti un’intera vacanza così. Spero soltanto che tutto proceda nella maniera migliore.

 

            Bruno Magnolfi

mercoledì 12 gennaio 2022

Qualcosa di importante.


            Naturalmente tutti quanti trovano bellissima Concarneau, con i suoi famosi bastioni e le sue mura d’altri tempi. Comunque aver lasciato il camper in un parcheggio custodito, ed aver fatto un giro a piedi tutti assieme lungo questa città fortificata, è stata sicuramente un’ottima idea, anche se adesso, seduti ad un tavolino di un caffè proprio sul mare, sembriamo quasi quattro sciocchi ragazzini che giocano soltanto a perdere del tempo con argomenti leggeri e piccole battute spiritose. Ci stiamo annoiando, questo è il punto, ed anche se finora ogni piccola scaramuccia tra di noi è rientrata rapidamente già nei giorni scorsi, forse perché alla fine siamo anche persone responsabili, questa vacanza alla lunga sta mostrando però qualche nervo scoperto, che forse proseguiamo a fingere di non voler vedere. Non capisco, per esempio, per quale strano motivo mia moglie Sandra, generalmente piuttosto espansiva, è sembrata quasi ignorarmi nelle ultime giornate; mentre Toni, allontanato per qualche attimo dal suo ruolo di autista in capo del nostro mezzo, è sembrato perdere rapidamente qualsiasi altro interesse alla vacanza e al giusto svago che siamo venuti a cercare fino in Bretagna. Addirittura in certi momenti lui nei miei confronti mi è parso quasi a disagio, come se non contassero più niente tutti gli anni di confidenze e di amicizia tra di noi, tali da farci superare insieme certe volte anche dei momenti poco favorevoli.

            Parigi, con la sua gente in rivolta, da qui sembra proprio lontanissima, e le notizie sulle proteste di piazza contro il governo, che infiammano queste giornate sui boulevards, appaiono adesso, dal nostro punto di osservazione, quasi dei gesti assurdi. Ci avvolgiamo subito e con facilità nel nostro lecito desiderio di godere appieno la vacanza, anche se per ognuno di noi forse non pare poi del tutto necessario, perché sembra chiaro come la realtà distaccata e sonnacchiosa almeno di questa estrema provincia francese, venga comunque facilmente in nostro aiuto, mostrandosi sempre un po’ in affanno nel comprendere davvero e nel reagire a tutti quei fatti così crudi. <<Domani andiamo a fare visita ai menhir>>, dico tanto per darci delle prospettive leggere, ricordando una meta che agli inizi del viaggio avevamo già indicato. Lina annuisce con un leggerissimo sorriso sulle labbra. Ho sempre l'impressione che lei abbia in mente qualcosa che io stento proprio a comprendere, e dopo che mi ha sfiorato con un bacio, appena un paio di giorni fa, adesso ho quasi paura di rimanere per combinazione da solo insieme a lei. Tra due o tre giorni ancora dovremo riprendere la strada verso casa, e forse ci sarà la possibilità di affrontare prima o dopo gli argomenti di cui tirare i fili, piuttosto che fingere non sia successo niente, giusto per vigliaccheria. Forse però, a pensarci meglio, non è successo davvero niente di importante, e tanto varrebbe forse restare indifferenti a tutto, proprio come in questo momento.

            Sandra, davanti a questo pallido sole invernale, si è messa con la faccia stesa e gli occhi chiusi a godere appieno del tepore dei suoi raggi, ma in qualche momento lei sembra quasi un felino pronto a difendersi, e forse persino ad attaccare. <<Tu, cosa vorresti fare>>, le chiedo tanto per sentirmi rispondere almeno qualcosa. <<Certo>>, fa subito; <<i menhir vanno assolutamente visitati>>. Gli altri sembrano adesso quasi senza una vera e propria opinione, perciò archiviamo l'argomento dando l’idea per approvata, ma siccome è ancora presto, a Toni, che sta osservando la cartina tirata fuori adesso da una tasca, viene a mente di dire che per la cena potremo trasferirci dalle parti di Quimper, che non è lontano ed è senz'altro una città che dobbiamo almeno attraversare, per poi in seguito puntare quindi verso la costa, magari fino alle scogliere di Guilvinec, dove naturalmente accamparci per la notte. Sandra però dice che si sente leggermente stufa di osservare l’oceano tutte le sere, e che forse potremo restarcene nell’entroterra, in un posto di campagna, così io non dico niente, ed anche Lina non mostra un proprio parere. Ci facciamo dare un quotidiano locale, e lentamente si torna verso il camper, con qualche busta in mano piena di cose da mangiare che abbiamo comperato. Il motore riparte allegramente, Antonio si piazza subito alla guida, come sempre, poi ci avviamo in direzione di Quimper. A Parigi ci sono stati molti scontri, dice il giornale, ed i manifestanti hanno dato fuoco a decine di autovetture, sembra. Ma alla pagina che maggiormente ci interessa si spiega che le maioliche della zona sono assolutamente da vedere, ed in città c’è persino un piccolo museo a loro dedicato, e così vediamo di fronte la concreta possibilità di acquistare qualche vasetto o qualche oggetto-ricordo da portarci a casa. <<Va bene>>, si dice allora tutti sottovoce, <<facciamo in questo modo, avanti di renderci conto che purtroppo abbiamo tralasciato qualcosa di importante>>.

 

            Bruno Magnolfi

martedì 11 gennaio 2022

Scelte finali.


            Non è stato sempre facile rimanere accanto ad una persona come mio marito. Lui non ha mai mostrato una grande personalità, oppure delle caratteristiche troppo spiccate del carattere; però, è sempre stato il tipo di persona che se si mette in testa una cosa, è giusto dire che generalmente la porta avanti con una certa caparbietà, senza mai ripensarci sopra o anche tornare sui suoi passi, come invece fanno tanti altri. In tutti questi anni, ancora da prima del momento esatto in cui ci siamo sposati, spesso però ho dovuto correggerlo, quasi instradarlo, fargli comprendere ogni volta che cosa aveva di fronte, e come doveva affrontare le cose, anche se poi sono le stesse che capitano normalmente a chiunque. Spesso mi ha ascoltato, e le volte che non lo ha fatto ho dovuto inventare qualche sotterfugio per riuscire a fargli fare ugualmente quello che era più giusto, persino nel suo ambito lavorativo. Poco alla volta si è abituato a chiedere a me l’opinione corretta da manifestare negli ambienti che frequenta, e devo dire che fino ad oggi si è quasi sempre comportato proprio come doveva, senza inseguire delle opinioni troppo individuali o poco auspicabili. Naturalmente non mi sono mai imposta con lui, ma ho lasciato che ogni volta maturasse una propria opinione, salvo portarlo con naturalezza a correggerla se eventualmente fosse stata sbagliata.

            Non mi lamento, ed anche se a volte mi verrebbe da sbuffare nel rendermi conto dell’energia che devo impiegare ogni volta anche soltanto per aggiustare qualcosa dei suoi comportamenti, mi limito comunque a farlo nascostamente, quando resto da sola, e in ogni caso senza far rendere conto ad Antonio di tutta questa mia fatica. Non abbiamo figli, ho sempre sorvolato su questo problema quando si è presentato, e in fondo sono contenta così, anche se a mio marito sarebbe sicuramente piaciuto occuparsi di qualche marmocchio da lasciar scorrazzare per casa. Non è il mio genere, ecco tutto, anche se a me piace molto impegnarmi nelle attività casalinghe. Sono serena però, dopo tanti anni coniugali, e non intravedo grandi preoccupazioni all'orizzonte, per cui ritengo che quanto sono riuscita ad ottenere sia già un buon punto d'arrivo. Antonio ad esempio, adesso non saprei neanche dire per quale motivo, mi ha chiesto da subito, quando abbiamo iniziato questa vacanza, di poter dormire dal lato accanto alla scaletta sopra la cabina di guida, nel letto di questo camper, ed io l'ho accontentato, anche se non ero del tutto d'accordo. Ma basterà domani mattina doverlo scavalcare per andare a mettere la macchinetta del caffè sopra al fornello perché cambi questa idea. Non che mi importi poi molto, però sono convinta che la mia giusta posizione non sia questa, e sono certa che lui avrà sicuramente modo di rendersene conto piuttosto in fretta.

            Mi piace affrontare, insieme a questa vacanza, quell’inevitabile confronto diretto con i nostri amici di sempre, e convivere qua dentro per questo paio di settimane invernali le inevitabili ristrettezze a cui ci costringe questo mezzo, decidendo semplicemente volta per volta quali siano le scelte migliori da fare, la trovo un’esperienza importante, quasi una prova di resistenza. Con Sandra non ho mai intrattenuto una grande vicinanza di vedute. Sicuramente è una persona molto diversa da come sono fatta io, ma questo alla fine non ha neppure troppa importanza, considerato che sono sicura di avere delle convinzioni più forti delle sue, tanto da non sentirmi mai davvero a disagio in sua presenza. Sono sicura soprattutto che le cose potranno scorrere bene in questo camper, specialmente se a nessuno di noi quattro verrà a mente di prendere qualche decisione che poi valga per tutti, anche se ci saranno sicuramente le condizioni per poter correggere eventualmente qualsiasi errore possibile. Sono partita da casa con l’intenzione ferrea di mostrarmi il più possibile aperta, disponibile, morbida, in modo da permettere a tutti e tre, oltre a me stessa,  di far trovare i propri spazi per riuscire ad affermare nelle piccole cose le rispettive personalità di ognuno, e con queste convinzioni sono sicura di instaurare da subito il clima giusto. <<Lina>>, mi dicono tutti adesso, come se riponessero davvero piena fiducia nel mio saper essere equilibrata; <<cosa proponi di fare per la cena?>>. Ed io sorrido, mi schernisco, fingo di pensarci, anche se alla fine so già perfettamente cosa mangeremo tutti quanti, ed anche dove sosteremo questa sera, nonostante già da adesso intenda lasciare aperta persino la possibilità di una scelta finale, per ognuno di loro.

                         

            Bruno Magnolfi

venerdì 7 gennaio 2022

Sotto controllo.


            Secondo me non è stata una buona idea quella di transitare rapidamente da Saint-Malo, e poi seguire la strada costiera spingendoci su al nord, verso la Normandia, quasi per snobbare, almeno durante questi primi momenti in terra di Francia, tutta la regione Bretone, che nei nostri scopi prefissati prima di partire, doveva essere la meta principale da percorrere e visitare durante tutto il viaggio. Ma ad Antonio piace tanto stare al volante di questo scatolone viaggiante, e lasciarlo guidare aumentando il più possibile i chilometri da affrontare, è proprio come offrire qualcosa da bere a un ubriaco. <<Come stiamo andando, Toni>>, gli chiedo ad un tratto quasi per noia, affacciandomi in cabina ed andando a sedermi, scavalcando lo stretto passaggio con il retro del camper, tra lui e mia moglie Sandra, che si è offerta fino a questo momento di tenergli compagnia.  Naturalmente da almeno mezz’ora stiamo percorrendo la costa frastagliata di Cancale e Le Vivier-Sur-Mer, e tra non molto dovremmo essere in vista del famoso Mont Saint-Michelle, anche se la strada poco per volta sembra allontanarsi sempre più dalle larghe spiagge della Manica, lasciando grande spazio a delle immense spianate di sabbia umida e scura, dove qualcuno fila via con il suo trabiccolo composto da tre ruote con la vela. A nessuno di noi interessa molto fare visita al santuario, così decidiamo tranquillamente di proseguire diritti fino a Cherbourg, dove magari ci potremo fermare per il pranzo, e poi riprendere a viaggiare nella medesima direzione, per scegliere in seguito un luogo particolarmente bello sulla Manica, adatto per cenare e per trascorrervi la notte.

            <<Tutto a posto, sostanzialmente stiamo consumando poco gasolio; ma stasera al più tardi dovremo comunque fare rifornimento>>, fa lui come se tutto il suo compito in questa vacanza si esaurisse nel tenere sotto controllo il mezzo meccanico. Ci frequentiamo da tanto tempo io e lui, e bene o male ci siamo sempre rispettati, pur riconoscendo a vicenda una certa differenza di carattere. Lui è meticoloso, poco propenso a passare sopra qualcosa che non gli torna bene. Per me è diverso: ritengo di essere forse più fantasioso, e magari anche capace di perdermi e appassionarmi qualche volta dietro a delle sciocchezze che per indole ritengo subito assolutamente fondamentali, nello stesso momento in cui le prendo in considerazione, nonostante magari ne riconosca in seguito le vere caratteristiche poco interessanti. Mia moglie Sandra dice di me che tengo la testa immersa perennemente dentro le nuvole, ma non so se sia del tutto vero, considerando che è quasi una posa per i miei comportamenti giocare ad essere un personaggio un po’ fumoso, a volte quasi imprevedibile. Comunque Antonio è sempre razionale, e questo fatto molte volte mi riporta rapidamente a considerare meglio tutte le mie cose, cioè a guardarle con un differente e più concreto punto di vista, ed è forse questo il legame più forte che abbiamo tra noi due: il suo divertirsi nell’assistermi mentre fingo di cambiare facilmente di opinione, quando magari sto pensando solamente a disorientare e basta la sua proverbiale e ferrea logica.

            Ci siamo conosciuti tanti anni addietro, quando ambedue lavoravamo per delle diverse imprese di logistica. Naturalmente lui ha fatto carriera all’interno di quell’ambito, ed io al contrario ho dovuto presto cambiare occupazione, per andare infine a dedicarmi di risorse umane per una grossa impresa di edilizia. Certe volte mi chiedo se siamo veramente amici: sono convinto che lui farebbe quasi di tutto per me; per salvarmi da un pericolo, per aiutarmi in qualcosa, evitarmi un guaio. Io invece mi sento più distante dai suoi modi, però ritengo che i suoi comportamenti siano senz’altro migliori dei miei, anche se certe volte devo dire che mi annoiano. Affrontare una vacanza intera con così poche possibilità di sfuggire gli uni dagli altri, devo dire che non mi aveva dato l’impressione di poter mostrarsi rapidamente come una gabbia, ma adesso che siamo in ballo devo ricorrere sempre più spesso a dei comportamenti calmi e riflettuti, per non iniziare subito a sbuffare o a lamentarmi. <<Se vogliamo farci una doccia dobbiamo anche preoccuparci di riempire il serbatoio dell’acqua>>, dico alla fine, tanto per allungare un po’ il discorso. <<La cosa migliore sarebbe trovare un distributore di benzina completo di tutto>>, fa lui come se avesse già previsto questa possibilità. <<In ogni caso dovremmo incrociarne uno piuttosto grosso lungo questa strada, fra non più di dieci chilometri>>. Bene, penso senza dire niente; allora è tutto sotto controllo.

 

            Bruno Magnolfi

lunedì 3 gennaio 2022

Avanti e indietro.


            Lavare i piatti e le pentole in questo piccolo lavello con delle dimensioni pressoché adatte alle bambole, ed usando peraltro il minimo di acqua indispensabile, non è certamente un’attività troppo semplice. Però mi sono offerta subito di occuparmene direttamente, in questa prima serata della nostra lunga gita con questo camper, perché in seguito credo che non avrò molta voglia di dedicarmi ad altre cose che non siano legate in qualche maniera alla sola cucina. Gli altri naturalmente davanti alla mia proposta non hanno fiatato, forse anche perché immaginano nei prossimi giorni di dover fare delle semplici turnazioni per tutte queste incombenze, ma a me va benissimo proseguire ad occuparmi delle stoviglie anche per tutto il periodo, specialmente se quando ci fermiamo in qualche luogo per pernottare, riusciamo a trovare vicino al nostro mezzo la maniera per rifornire il serbatoio di bordo con acqua abbondante. Gli altri ridono adesso mentre stanno seduti a sorseggiare qualche bicchierino di grappa, ma a me non sembra proprio che ognuno di loro riesca ad accampare degli argomenti davvero spiritosi. Dobbiamo comunque stare parecchio su di giri tra di noi, ed essere sicuramente disponibili a tutto, per adattarsi anche a dormire in questi scomodi letti, nonostante si sia già deciso quali saranno le varie postazioni per ognuno, ed ogni variabile sembra ormai prevista e ben pianificata. Renato, nel pomeriggio, durante una piccola sosta, prima di giungere in vista della catena alpina, mi ha sfiorato una mano, forse involontariamente, però lasciando subito un segno tra i miei pensieri, come se la nostra lunga amicizia potesse subire un’accelerazione vorticosa in un ambito del tutto nuovo come questo.

            Probabilmente lui non si è neppure accorto di aver manifestato una vera e propria differenza nei propri atteggiamenti, ma a me è sembrato che già durante la cena nel camper i suoi sguardi si fossero fatti leggermente diversi nei miei confronti: forse più intensi, più interessati, non saprei dire adesso. Ci sarà tutto il tempo comunque per affrontare meglio questo argomento, e in ogni caso non mi sembra che le cose tra Sandra e Renato vadano particolarmente male in questo periodo, anche se è sempre difficile valutare adeguatamente certi aspetti negli altri. Prima di andarcene tutti a dormire comunque, stasera troverò senz’altro il momento più adatto per restare da sola con la mia amica, e così sarà forse sufficiente buttare lì qualche domanda vagamente insidiosa, per venire presto a conoscenza di qualcosa in più sui suoi rapporti coniugali con Renato. Lui a me è sempre piaciuto, però ho tenuto costantemente celata questa mia affinità. Non ha senso sciupare le proprie conoscenze di sempre con qualche gesto d’impulso che non potrà mai portare a dei risultati positivi, ho sempre pensato. Però adesso è diverso: probabilmente con questo viaggio e muovendoci in degli spazi ristretti, possono aprirsi dei margini che forse non avremmo mai sospettato.

            <<Signor Buggiano>>, dico d’un tratto a mio marito Antonio con voce alta, semplicemente per mostrare a tutti che ci sono anche io. <<Spero ti sia già preoccupato di sistemare al meglio il nostro giaciglio>>, domando con una vena ironica ma bonaria nella mia voce. Di fatto abbiamo deciso di dormire nella postazione subito sopra il tetto della cabina di guida, anche perché Sandra e Renato, avendo il cane, riescono così a controllare meglio la situazione dormendo nella zona posteriore e bassa del camper. A queste parole, come per il suono di una campanella, si alzano tutti dal tavolino, ed iniziano a sistemare davvero le cose che servono, tirando fuori i cuscini e le coperte dalle cassapanche, ed organizzando gli oggetti che possono servire durante la notte. Dobbiamo riposarci al massimo, penso mentre asciugo e metto via le ultime cose: domani avremo molti chilometri di strada da percorrere, addirittura più di quelli che abbiamo coperto oggi, se vogliamo davvero rispettare il nostro programma. Sandra subito esce, per un ultimo giretto attorno al nostro mezzo con il cane Ettore, e Renato rapidamente fa sparire il tavolo per comporre come previsto il piano del letto dove dormiranno loro due. Sorrido tra me: è una situazione divertente, leggera, che in tanti anni di conoscenza non avevamo mai neanche tentato; forse saranno giornate divertenti e spensierate le prossime, o magari dovremo confrontarci con qualcosa che al momento neppure immaginiamo. Ma spesso si presenta così persino lo stesso scorrere del tempo: una collana di eventi che certe volte si spingono in avanti, e in altri casi sembrano tornare direttamente indietro.

 

            Bruno Magnolfi

lunedì 27 dicembre 2021

In accordo.


            Naturalmente certe volte sono caduto, con grande ed immediata disperazione. Però ho sempre trovato la maniera per risollevarmi, anche se in qualche caso ho dovuto faticare parecchio per farlo. Non so perché penso tutto questo, proprio adesso che siamo quasi arrivati alle porte di Rennes, e questi margini stradali degli ultimi chilometri, senza troppe caratteristiche di rilievo, sembrano scivolare via senza alcuna asperità, come aprendosi accoglienti al nostro passaggio, forse per incoraggiare maggiormente proprio il nostro arrivo. Il motore del camper gira tranquillo come da quando siamo partiti, e mentre io proseguo a guidare con impegno e attenzione, gli altri sono tutti dietro a leggere, a parlare, o a perdere del tempo. Ci potrebbe accadere qualcosa, penso; però è più facile che tutto scorra via tranquillo, proprio come questo asfalto, e per tutte le prossime notti troviamo ancora qualche luogo silenzioso dove sistemarsi, senza dare troppo nell’occhio. Dobbiamo fermarci ad un supermercato, per fare qualche acquisto, poi attraverseremo la città ed infine spegneremo il motore lungo qualche stradina sterrata, riparati da una macchia di alberi fruscianti.

            <<C’è ancora molto, Toni, per arrivare in città?>>, dice all’improvviso Renato, affacciandosi per un attimo alla cabina di guida. <<Tranquillo>>, gli fo; <<fra dieci minuti si entra tra le case>>. A me piace guidare, e se non sono proprio stanco gli altri mi lasciano volentieri al volante di questo scatolone a noleggio, come se fossi l’esperto timoniere di un vascello in alto mare. Comunque penso che una volta fatti gli acquisti ci potremo fermare da qualche parte per mangiare qualcosa e riposarci, ed in seguito io lascerò volentieri la guida a chi degli altri tre ne avrà voglia. Mia moglie sembra intenzionata ad arrivare sulla costa prima di sera, ma a me non sembra una buona idea, visto che in quel caso avremo ancora per il pomeriggio un sacco di strada davanti a noi. Ieri avevamo pernottato nei pressi di Bourges, ed io non mi ero sentito tranquillo, considerato che il luogo scelto per fermarsi a cenare e a dormire, appariva un po’ troppo isolato, senza riferimenti chiari e vicini. Forse è la mia apprensione che mi fa immaginare sempre qualcosa di tremendo appena dietro l’angolo, lo riconosco; però penso che sia sempre meglio immaginarsi anticipatamente le avversità, piuttosto che subirle in pieno senza aver fatto nulla per prevenirle.

            Infine avvisto un bel supermercato con un parcheggio spazioso accanto alla strada, così entro dentro manovrando con calma, scelgo il posto più adatto ed infine spengo il motore. Gli altri si guardano attorno, mi fanno vedere che hanno già preparato una lista di cose che ci possono servire, ed il nostro cane deve assolutamente farsi un giretto. Ci dividiamo i compiti, io resto sul camper per controllare i liquidi e la scorta d’acqua per il bagno, Lina fa un giro col cane, e mia moglie insieme a Renato entrano nel negozio per fare gli acquisti. Però c’è qualcosa nell’aria che ancora non mi convince: è come se si cercasse di tenermi al di fuori da una decisione che loro tre hanno già preso. Non va bene arrivare nei luoghi dopo il tramonto, ho già spiegato in altre occasioni: non si riesce mai ad avere un’idea precisa di dove ci sistemiamo, e questo sicuramente è un problema. Forse loro si annoiano di questa mia semplice prudenza, ma io credo che soltanto con una certa dose di buon senso le cose potranno filare lisce per tutti questi quindici giorni di gita.

            Apro il cofano motore e controllo il livello dell’olio, poi guardo se per caso ci fosse una manichetta per l’acqua da qualche parte. Torna Lina col cane, dice che Ettore appare leggermente stravolto, però ha fatto subito i propri bisogni, ed adesso è quasi pronto per ripartire. Poi sale in cabina, dal lato del passeggero, ed io mi accosto al finestrino mezzo aperto e le chiedo se per caso qualcosa non vada per il verso giusto. Lei mi guarda con un mezzo sorriso un po’ ambiguo, e poi dice che va tutto bene, che non vede l’ora anche lei di arrivare sulla costa della Bretagna. Tiro fuori la carta dalla tasca dello sportello, le mostro che abbiamo davanti troppi chilometri per poter trovare un posto decente dove pernottare, e Lina dice che di sicuro ho pienamente ragione. Ci accordiamo sulla strada migliore da prendere, poi si decide che la cosa migliore sarà fare una tappa prima di giungere a Saint Malo, e domani mattina andarcene in giro lungo la costa. Tornano gli altri ridendo chissà di cosa, naturalmente carichi di buste, e poi dicono subito che loro sono assolutamente d’accordo, su qualsiasi decisione abbiamo deciso di stabilire.

 

            Bruno Magnolfi